Intervista a Germano Tessari: il metodo Simonit&Sirch

Dal 1993 Germano si occupa prevalentemente dei vigneti di proprietà della famiglia Tessari, è il fratello “di mezzo” tra Antonio, il più maturo (se dico vecchio, si arrabbia!) che si occupa della cantina e Cornelia, la più giovane e grintosa, che sviluppa il mercato italiano e quelli esteri (qualcuno dovrà pur venderlo sto vino!).

Dopo 11 di lavoro in una ditta della zona, ha deciso di seguire le orme del padre intraprendendo la strada del vignaiolo, scoprendo una passione che tutt’ora porta avanti con determinazione.

“Lavorare la propria terra, quella dove sei nato e cresciuto, e vedere il frutto dei tuoi sforzi è la soddisfazione più grande.” Dice Germano, continuiamo così la chiacchierata con lui sul metodo Simonit&Sirch applicato ai vigneti della famiglia.

“Innanzitutto, perché hai scelto di adottare questo metodo?”

G: “Il nostro tecnico me ne aveva parlato, altri me lo avevano suggerito e così, incuiriosito, mi sono avvicinato a questo mondo e ho provato. Devo dire che questo metodo mi ha fatto capire cosa succede all’interno della pianta, i vari processi della vite e la vita stessa che racchiude.”

E: “Come funziona il metodo?”

G: “Tratto dal libro: è costituito da una serie di procedimenti modulari che, se applicati con continuità negli anni, assecondano un accrescimento controllato delle singole piante, effettuando tagli solo su legno giovane di uno o due anni di età. Questo nuovo approccio, ispirato dalla potatura dell’alberello, permette alla pianta di generare una struttura crescente che caratterizzerà la forma di allevamento.

In parole povere: lo scopo del metodo è quello di ringiovanire la vite utilizzando tecniche di potatura che vanno ad incidere sul legno nuovo lasciando intatto quello vecchio. In questa maniera si riducono le ferite che possono danneggiare la vite.”

E: “Per la pergola veronese è una buona soluzione?”

G: “Sì, in vigna io lavoro con un tralcio solo, ciò significa una sostanziale riduzione del fogliame con una miglior e più efficace gestione della pianta.”

E: “E’ un lavoro impegnativo?”

G: “Non è impegnativo ma deve essere costante e continuo dalla potatura fino al germogliamento e fioritura.”

E: “Hai notato dei cambiamenti nelle viti?”

G: “Le vedo decisamente rinvigorite e, passami il termine, ‘ringiovanite’. Riesco a gestirle molto meglio e con più efficacia proprio per la minor presenza di tralci e fogliame, con più luce ed aria per i grappoli e per la vite in se.”

E: “Adesso cosa stai facendo in vigna?”

G: “La potatura verde. Consiste nel togliere i germogli e tralci superflui per la vite: quelli che non porteranno uva e che disperderebbero solamente l’energia.”

E: “Quindi, la consiglieresti ai tuoi colleghi vignaioli?”

G: “Sì, assolutamente, dal mio punto di vista ed esperienza.”

Concludiamo così la nostra chiacchierata con il vignaiolo di famiglia e con un bel sospiro di sollievo da parte sua.. Si è sentito un pò sotto esame, ma lo ha superato a pieni voti!