Gamberi e Soave Classico Bine Longhe

Chi ha visto il film Forrest Gump o ha mai frequentato ristoranti di pesce sicuramente lo sa: esistono moltissimi modi di gustare i gamberi. Il merito non è solo della deliziosa materia prima, ma anche della sua relativa abbondanza: se fino a un secolo fa i gamberi erano scarsi e venduti soprattutto essiccati, dal XX secolo in poi, con le moderne imbarcazioni per la pesca e le tecniche di refrigerazione, questa delizia d’acqua dolce e salata è arrivata a disposizione di tutti.

Oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta: come prepararli?

1. Se avete a disposizione gamberi di ottima qualità, l’ideale è consumarli crudi. Basta sgusciarli, eliminare la testa e i filamenti scuri ed ecco che con un’emulsione leggera di olio e limone sono pronti per essere portati a tavola, magari accompagnati da insalata fresca o solo qualche foglia di basilico.

2. Se il crudo non vi convince, ma temete gli effetti della cottura, provate la marinatura: ricoprite i gamberi puliti con abbondante succo di limone e aglio tritato o schiacciato e lasciate marinare in frigo per un paio d’ore. Alla fine i gamberi saranno bianchi, freschissimi e da condire solo con sale e pepe.

3. Ovviamente rimane sempre valida l’opzione fuochi e pentole. In ogni caso gamberi vanno cotti molto poco, per una manciata di minuti al massimo: basta sbollentarli, scolarli e farli raffreddare per averli pronti per un classico cocktail di gamberi da aperitivo. Non dimenticate l’omonima salsa, detta anche salsa rosa: ketchup, maionese, panna e un tocco di Cognac e salsa Worchester.

4. In alternativa si può ricorrere alla cottura in padella: i gamberi si sfumano con il vino bianco e si lasciano sul fuoco non più di una decina di minuti. Di nuovo sono sufficienti sale e limone per un piatto delizioso e leggero.

5. Per gamberoni più saporiti e colorati si può invece utilizzare la griglia: a discrezione del cuoco l’impiego o meno degli spiedini, mentre la marinatura in olio e limone, per almeno una mezz’ora, è caldamente consigliata. Se non avete griglia e braci, la piastra sui fornelli funzionerà altrettanto bene. Per un gusto più deciso aggiungete all’emulsione o in seguito anche qualche altro aroma, come aglio e prezzemolo.

6. Se non fa troppo caldo potreste persino accendere il forno e preparare una variante perfetta per le cene a base di pesce: basta disporre i gamberi in una pirofila e farli marinare con olio, limone e pepe rosa per circa mezz’ora. A questo punto si dispone l’intera pirofila nel forno già caldo a 180° C e in un quarto d’ora gamberi e fondo di cottura saranno pronti. In alternativa alla pirofila si può utilizzare anche un cartoccio di stagnola, per conservare al meglio tutti gli aromi e l’umidità.

7. In forno i gamberi si possono anche preparare gratinati: dopo averli incisi per il lungo e disposti su una teglia, si farciscono con un ripieno di prezzemolo, aglio, parmigiano, pangrattato, olio, sale e pepe. In dieci minuti a 180° C i gamberi saranno dorati e pronti per essere gustati.

8. Fra le cotture povere di grassi l’ideale è  quella al vapore. Per una variante aromatica basta ricordarsi di aggiungere all’acqua nella vaporiera del lime, dell’arancia e del pompelmo tagliati a spicchi, con tutta la buccia: i gamberi assorbiranno il profumo e dopo cinque minuti di vapore richiederanno solo un’emulsione leggera di succo di arancia, olio di oliva e un pizzico di sale.

9. Più sostanziose sono invece le polpette di gambero. Gamberi o gamberetti tritati si mischiano al tuorlo d’uovo e alle patate lessate o alla mollica di pane per un risultato più morbido, aggiungendo sale e trito di prezzemolo. Le polpette si formano a mano, si infarinano o si passano nel pangrattato e si cuociono in padella con l’olio per un paio di minuti per lato.

10. Sulla loro composizione tutti hanno fatto ipotesi più o meno fantasiose, ma qui risolveremo il dubbio: le nuvole di gambero o di drago dei ristoranti cinesi sono davvero fatte con gli amati crostacei. La preparazione è un po’ lunga, ma ci si può cimentare senza troppe difficoltà. I gamberi o gamberetti tritati vanno impastati per bene con farina di tapioca, sale e pepe. L’impasto va modellato a forma di salsicciotto e cotto al vapore; una volta fatto raffreddare fino a diventare sodo si taglia a fette molto sottili con una mandolina. A questo punto rimane solo da friggere le fette, facendo attenzione che non diventino troppo scure, e consumare le nuvole entro un paio d’ore pena l’afflosciamento: siamo sicuri che per quest’ultimo punto non incontrerete difficoltà.

Nell’immagine che ci è arrivata dal Canada li vediamo abbinati al Soave Classico Bine Longhe 2012. Buon appettito!

Tratto da agrodolce.it